| E se facessimo un novena? |
May 8, 2008 8:17 am 73 Views | Carissimi, la vita ci riserva tanti dispiaceri che alle volte non sappiamo proprio come uscirne. Pensiamo e ripensiamo, preghiamo, supplichiamo, ma tutto sembra fermo lì, ci sembra cioè che lassù nessuno ci ascolti e ci venga a confortare e a risolvere i nostri problemi, e allora vorremmo avere a disposizione una bacchetta magica per far sparire in un attimo ciò che ci assilla, o per avere, ciò che ci assilla… Bacchetta magica…???Ma esiste!!! Oh si che esiste… Volete sapere come si chiama? Si chiama novena. Ma come si fa una novena? Per chi non lo sapesse ecco qui come si fa. Per fare una novena bisogna assolutamente aspettare la luna giusta. Calante per le cose negative, cioè se si vuole separare se si vuole allontanare o se si vuole togliere di torno o dividere, crescente per le cose positive, cioè se si vuole unire, se si vuole avere un tornaconto, o se si vuole ricevere. Poi dal momento che la novena ( come dice la parola ) dura nove giorni, e la fase lunare all’incirca quindici, è bene scegliere i nove giorni centrali. Fatto ciò prendete carta e penna e scriveteci tutto quello che avete nel cuore. Siate chiari, dite esattamente ciò che volete senza tanti giri di parole, dite più volte voglio, mai vorrei…Iniziate invocando il Dio dell’universo, e terminate ordinando con decisione che ciò avvenga. Giunto il giorno dell’inizio, sceglietevi un’ora appropriata che dovrà per tutti e nove i giorni essere sempre quella. ( Dunque siccome in nove giorni c’è un sabato e una domenica, tenetene conto perché se saltate un giorno la novena non è più valida .) Individuata l’ora,che può essere benissimo anche quella prima di andare a dormire, iniziate dando ufficialità all’evento. Tacciate con il braccio teso in senso orario un cerchio immaginario intorno a voi come se vi chiudeste dentro ad esso, sedetevi pure comodi e leggete, dopo avervi fatto il segno della croce, ciò che avete scritto, a voce. Mi raccomando a voce, magari bassa ma che sia a voce. Terminate con una preghiera a voi cara e chiudete con il segno della croce. Fatto ciò aprite il vostro cerchio immaginario sempre con il braccio teso in senso antiorario ed uscite dal cerchio. Dovete fare tutto questo per nove giorni consecutivi, se un giorno vi dimenticate ( ma non si dimentica una cosa a cui si tiene tanto ) dovete purtroppo aspettare la prossima luna perché la vostra novena non è più valida. Finiti i nove giorni, ciò che avete scritto lo potete bruciare o tenerlo per ricordo. A questo punto datevi sei mesi di tempo perché il vostro desiderio si esaudisca, ma io vi dico che non c’è bisogno di aspettare tanto, provare per credere… Certo è essenziale chiedere cose fattibili, perché se chiedete che Richard Gerry o Claudia Shiffer s’innamori di voi difficilmente il Dio dell’universo vi esaudirà. Ma se eventualmente non esaudisse nemmeno le cose fattibili non disperate perché il Dio dell’universo và altre il presente, vede lontano, vede cioè la totalità della nostra vita e perciò se non vi esaudisce è perché ciò che avete chiesto non fa proprio per voi, fatevene una ragione. Le mie novene sono state esaudite, con tutto il cuore vi auguro che vengano esaudite anche le vostre.
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| Sua Maestà l'universo |
Dec 7, 2007 6:13 am 1676 Views |  | Mi piace guardare il cielo stellato nelle limpide sere! Che meraviglia! Una miriadi di astri sospesi nel cielo, tutti in perfetta armonia tra loro che riflettono un silenzioso splendore. Poi immagino la terra vista da occhi lontani sospesa nell’infinito con i suoi abitanti, con le sue piante, con i suoi mari, con i suoi monti in perfetto unisono con l’universo, ed i mali del mondo come d’incanto spariscono di fronte a tanta maestosa grandiosità. Qual è il segreto della nostra esistenza? Che ci stiamo a fare su questa terra? Qual è lo scopo per cui l’intelligente universo a incluso anche noi nel suo sistema? Noi, così piccini… Immergendomi nella lettura di libri di astronomia m’accorgo di quanta forza spirituale dona il firmamento, mi catapulta quasi in un altro luogo dove c’è posto solo per la riverenza, il rispetto e la riflessione. Poi chiudo il libro e ritornando alla realtà della vita tutto precipita, mi guardo intorno e mi sembra impossibile che degli esseri spregevoli, pieni di cattiveria e d’ingordigia come gli esseri umani ne facciano parte. Forse non siamo capaci di comprenderlo, forse non ce lo hanno mai profondamente insegnato, fatto sta che, secondo me, misurandoci con la sua infinita bellezza dovremo almeno un pochino sforzarci nell’eguagliarlo se non altro per gratitudine nell’accoglierci… invece noi che facciamo… ci facciamo la guerra, ci odiamo, distruggiamo il pianeta che ci ospita, ci ammazziamo, per non parlare di tutto ciò che avviene nel quotidiano, dove consideriamo la vita un limitato valore. Pensate a come sarebbe se vivessimo tutti in pace, consapevoli della grandissima fortuna che abbiamo ad esistere! Guardiamoci dal di fuori, siamo su un pianeta in movimento sospeso in un infinito spazio vuoto, cazzo…!!! ( scusate ma a questo punto ci vuole…), cerchiamo di esserne felici e plurisoddisfatti… Secondo me nelle scuole e nelle religioni dovrebbero dare più importanza a ciò, dovrebbero insegnarci il valore dell’universo ed il rispetto di farne parte, e se tutti veramente, e sottolineo veramente ne saranno consapevoli forse c’incammineremo pian piano sulla strada giusta, la strada della pace e della fratellanza. |
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| Le stragi del sabato sera |
Nov 29, 2007 6:07 am 1398 Views |  | Tanto si è detto e si dice sulle stragi del sabato sera, dando la colpa soprattutto allo stordimento della musica nelle discoteche mischiata a qualche bicchierino di troppo…e tanto si è detto e si dice per far cessare questa catastrofe. Essendo io una frequentatrice di discoteca, non posso che essere d’accordo, la musica ad alto volume rimbambisce se poi la si associa al’alcol e al sonno che inevitabilmente alle quattro del mattino arriva inesorabile, il gioco è fatto. E allora perché non cambiare orario alle discoteche? Dalle ventidue alle due non sarebbe sufficiente? No, devono aprire dalle ventiquattro alle quattro del mattino e sapete perché? Perché prima devono pilotare la gente a consumare nei vari bar e ristoranti, se le discoteche aprissero i battenti alle ventidue perderebbero un bel po’ di clientela. E poi l’alcol… perché dico io, non mettere sulle bottiglie delle vistose etichette con stampato un bel cranio con due ossa incrociate?E delle scritte su quanto l’alcol danneggi noi e gli altri come hanno fatto con i pacchetti di sigarette? Ma no, non si può… interessi economici lo proibiscono, che gliene importa in fondo a chi potrebbe ma non fa se tanti giovani ci lasciano la vita per questo, l’importante è avere le tasche piene di denaro… e se proprio devono proibire qualcosa ci sono sempre i fumatori che fanno da capro espiatorio, tanto che ora ci proibiscono di fumare anche all’aperto. Sapete che vi dico? Se chi dovrebbe non sa dare regole , ce le facciamo da soli. Come? Bevendo una bella bibita fresca che ormai è la vera trascrizione dato che l’alcol lo bevono tutti, e presentandoci in discoteca alle ventidue costringendoli così ad aprire prima, è inammissibile che si debba aspettare mezzanotte per fare quattro salti. E poi cerchiamo di non darci troppe arie con un bicchiere in mano, perché se è pieno d’alcol potrebbe anche costarci la vita. |
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| Delirio |
Oct 25, 2007 6:16 am 1611 Views |  | Ti amo Allungo la mano ma tu sei lontano Mi giro e rigiro nel letto e ti penso Ed un brivido dentro d’amore io sento il mio corpo ti chiama, ti vuole, ti brama abbraccio il cuscino è un delirio continuo La mente non vuole sentire ragione E conto le ore per averti vicino. Sentirti, toccarti, la voglia mi cresce È un fuoco che brucia, che annienta, che uccide Desiderio ardente mi imprigioni la vita Mi imprigioni la vita e non penso più a niente. In te vorrei entrare per carpirti i pensieri Dividere con te i tuoi stessi piaceri E l’anima in pena ancora ti cerca Amore lontano vieni ti amo. |
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| Inferno |
Mar 23, 2007 7:35 am 3905 Views |  | Voglio il calore della tua bocca sulla mia, baciami… Stringi forte il mio corpo contro il tuo, io non vivo più senza. Ardo dal desiderio d’averti, ti voglio, ora, adesso, subito… Lacrime calde scendono a ricordare la tua lontananza, silenziose spossate, stanche, ed il dolore dell’amore si fa vivo nel cuore, lancinante, insopportabile, senza respiro. Dio mio! Non so più ritrovarmi, mi sono persa nei lineamenti del tuo viso, nella voglia di toccarti, di stringerti forte a me. Dio mio! Questo è l’inferno! L’amore è l’inferno! Lo sento bruciare dentro me, quale condanna per la voglia d’averti, non può essere altrimenti questo tormento continuo, inesorabilmente presente che mi consuma e uccide. Io voglio ritornare indietro, a prima che t’incontrassi, mi rivoglio, non posso vivere di te solamente. Ho tentato di scacciarti, ma inutilmente, tu ti sei ancorato dentro me, e non mi abbandoni nemmeno per un istante. Che ti ho fatto di male dunque? Qual è la mia colpa? Sono forse colpevole d’aver sfiorato i tuoi occhi con il mio sguardo? Oh Dio si! Si! Non ho più saputo lasciarli andare… dove sei ora? Dio mio, mandalo da me, su di me ad amarmi, ad amarmi come non ha mai amato nessuna. Ti voglio solo per me, e baci e carezze io chiedo ancora e sempre ad ogni ora, ad ogni minuto del giorno e della notte… Io mi nutro di te soltanto, il mio cibo è il tuo calore, il tuo odore, il tuo amore, i tuoi infuocati baci e carezze… Mi adagio dolcemente all’estasi della tua immagine, ora sono dentro te, ti sento, e le tue vibrazioni raggiungono reconditi punti del mio corpo, e gridano il tuo nome, ed esplodono con te, per te. |
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| Fuga da un'amore |
Mar 22, 2007 8:20 am 3394 Views |  |
Camminavo sulla mia solita strada, impolverata, affranta e stanca, quando un scintillio lontano lontano catturò il mio sguardo. Lo trattene per un attimo e poi lo lasciò dolcemente dolcemente… Il mio cuore si contrasse in uno spasmo sconosciuto, ed io mi sentii smarrita, persa… ma all’improvviso non mi sentii più stanca, e la polvere nebbiosa che mi avvolgeva cominciò a scomparire. Ora vedevo bene davanti a me, vedevo te. Mi sono fermata a guardarti e quasi non riuscivo più a camminare avanti, non riuscivo più a vivere la mia vita. Abbagliata dalla tua luce, non riuscivo più a scorgere le cose e le persone che mi erano intorno. Sembrava quasi che tutto ciò che mi circondava si fosse arreso alla tua luce e si fosse allontanato per lasciarmi sola ad assaporare il momento. …E tutta la mia vita si è immersa in un nuovo significato… All’improvviso, riuscivo a capire con mia grande meraviglia, tutto ciò che parlava d’amore. Ogni parola, ogni gesto, si rifletteva sul mio cuore facendomi vibrare di desiderio e di voglia d’averti vicino. Ora quella strada per me aveva una meta, era quella giusta? Non lo sapevo e non lo so, ma i miei passi si incamminarono da soli verso te, spinti da una forza sconosciuta mai provata prima. E tu lo conosci l’amore? Si insinua lancinante nel petto e ti brucia ti annienta ti uccide…e tu non sai resistere più. Assorbe tutto il tuo essere, e non v’è grido d’aiuto che ascolti… e precipiti in un delirio ardente che ti abbandona totalmente alla frenesia di immaginarie braccia che ti stringono e ti accarezzano fino a farti gemere… e la violenza della passione ti assorbe i giorni, vissuti nell’abbandono di sensazioni infinite che bruciano il tuo essere. …E nella notte più scura i tuoi occhi ardono nell’impazienza d’amare ancora, e ad ogni minuto ad ogni secondo i tuoi pensieri vivono situazioni che non sai allontanare, ti tengono prigioniero e alimentano ciò che stai provando. Io non voglio questo amore! Una voce dentro di me mi grida fermati! Fuggi da questa strada, io la conosco bene, è costellata da una voragine che tutto inghiotte senza lasciare niente, e non si riempirà mai perché chiede e chiede sempre più… Io mi auguro di non trovarti alla prossima fermata, ma se sarà così guardami senza riconoscermi. |
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| Il sole del mio tempo |
Mar 22, 2007 8:08 am 3368 Views |  |
Il sole del mio tempo si alza nel cielo cercando il profumo di un prato fiorito, ma antri bui lo richiamano a riscaldare le crepe di una vita sommersa. Un gancio randagio trascina con sé tentazioni desolate di libertà, ma non riesce ad assolvere il progressivo evolversi di oneri che schiacciano con il loro peso il profumo dell’esistenza. Lasciarsi cullare nella lentezza di un’ora, aggrappati ai suoi attimi, consapevoli di essere in loro, sentirsi la vita dentro, questa è la grande perdita che la frenesia del nostro tempo ci condanna a pagare. La sua richiesta è continua, inesorabile, senza via di scampo, sempre di più, e noi travolti dal suo fascino non ci accorgiamo di perdere per sempre l’occasione di assaporare la vita. Presi dal nostro brulicare niente ci salva, la nostra fretta si tramuterà in una contagiosa penetrante agonia e vano sarà invocare aiuto se non sapremo riconoscere un filo d’erba che sorride.. E tu, che mi stai leggendo, lo sai riconoscere un filo d’erba che sorride? Se non ne hai mai visto uno, fermati ora, fermati adesso, e guarda è lì che ti sta aspettando. Lasciati andare, non scappare, libera la tua anima e come per incanto ti risveglierai su di un mondo lontano, dove solamente tu sentirai in mano le chiavi del tuo tempo. |
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| Tutto o niente |
Mar 22, 2007 7:49 am 3490 Views |  | Voglio l’assoluto che vive ai margini della vita, camminare nel mezzo è come camminare nel limbo del volere, ed io non lo devo guardare, ci potrei restare per sempre. Voglio che la mia mano si protenda fino a toccare l’estremo d’ogni cosa, ha tempo per afferrare ciò che trova per la strada. Non navigherò nel mare aperto, significherebbe guardare la riva solamente da lontano, e lasciandomi cullare dolcemente dalle onde mi potrei adagiare e non desiderare di raggiungerla mai. La mia strada deve essere diretta al fondo delle cose, allorchè più nulla vi sia aldilà che possa richiamarle. Non mi accontenterò di mezzo cielo, il poco di ogni cosa non mi basta, voglio toccare il fine del tutto o del niente, perché solo così conoscerò la grandezza del suo margine. Voglio sprofondare nell’abisso del nulla, ed aggirarmi nei suoi dintorni, voglio vivere il limite dell’esistenza che porta in balia del vento, e conoscere il vuoto di ogni emozione esplorandone il suo spazio, e tuffarmi nel profondo, afferrando le catene di ogni sensazione per scalarne le sue cime. Non v’è silenzio nel niente, ogni attimo è un grido che fa nascere, ed ogni volta che nasco vedo la vita diversa e un nuovo modo s’apre per arrivare alla meta. O voglio tutto che innalza, e trasporta là dove ogni cosa è compiuta e chiude la sua strada, ed offrirmi all’ebbrezza che appaga, voglio il tutto per capire il suo segreto e adagiarmi al suo confine a guardare gli orizzonti. Voglio entrare nell’estremo per goderne la grandezza, e specchiarmi nella luna per vedere il mio riflesso. Questo è ciò che l’anima chiede, galleggiare nel mezzo soffoca, ed implora l’aria più pura, e la luce più vera. La mediocrità lascia il cuore piatto, e si trascina su illusioni e ingenuità, e nel loro stato si perdono in un limbo perpetuo allontanandosi dal contatto estremo. Dov’è il fuoco che brucia e l’acqua che spegne? Chiudo gli occhi e la mano già sente il confine, brucia o spegne la vita? Ma è l’assoluto ed io ci voglio entrare. |
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| Massime |
Mar 22, 2007 7:28 am 3448 Views |  | Ogni cosa al mondo vuole il suo opposto. Così nell’amore. Là dove ci sono rose ci devono essere anche le ortiche. Fondamentale in amore è iniziare con le ortiche.
Chi ama la solitudine ed il silenzio, vuol dire che ha in sé ciò che lo appaga. Chi non sa stare solo invece cerca di riempire con la presenza di altre persone il vuoto che ha in se.
Se qualcuno ti fa un torto. La prima si perdona La seconda si condona La terza si abbandona. …Altrimenti sei cogliona.
Non c’è desiderio senza sofferenza, poiché si desidera solo ciò che non si può avere. E l’amore vuole desiderio.
Le puttane non sono quelle che battono il marciapiede, ma le pettegole malelingue.
I miracoli succedono quando è il cuore che chiede, ed il cuore parla rare volte.
Un uccello, per piacere alla donna, non deve essere corto, perché non lo sentirebbe, né lungo, perché non ci potrebbe stare comodamente seduta sopra. Il giusto sta nel mezzo.
L’amicizia è disponibilità.
Vendicarsi è un dovere, fa capire a chi a fatto un torto, come ci si sente ad essere ingannati. E possibilmente redimersi.
Il bacio è il termometro dell’amore, dove non c’è bacio non c’è amore. Così la gelosia.
La parola più magica del mondo è Vaffanculo, dirlo (nel possibile mentalmente), ogni qual volta che qualcosa ci è andato storto, allontana il senso di colpa.
Più desideri ascolto da una persona, e più questa se ne frega o si annoia ad ascoltarti. Ed è così anche dio.
La felicità è il fugace incontro tra il benessere fisico ed il benessere mentale.
Quando si giunge al mare c’è sempre una barca che ti aspetta.
Rifuggi da chi ti sorride con benevolenza, il sorriso nasconde sempre un coltello.
Quando sei in un tunnel e vedi una luce lontana, non sempre è l’uscita, potrebbe anche essere un treno che ti travolge.
Chi confonde l’amore con il sesso, vuol dire che non ha mai amato.
La vita è come un libro, ogni giorno si volta pagina e si vive ciò che è già scritto.
Il tempo si adatta alle circostanze.
Dove non c’è più speranza c’è saggezza. |
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| Il tempo e l'uomo |
Mar 18, 2007 7:45 am 3573 Views |  | Pieno è il fiume e gocce debordano e vanno a bagnare là dove riposa il sole… E la terra rifiorisce e cancella il passato. …Ed intanto il tempo si trascina solenne e languido, e nel suo infinito universo giace. Non v’è malinconia che scuota il suo torpore, né ombra che copra la luce del suo sole, egli esiste, egli è, e rimane domani, per sempre. Ma ecco che l’uomo l’afferra lo trasforma e ne fa vita, sofferta, appagante, talvolta traboccante, e incurante del tempo che l’avvolge si lascia portare con sé giorno dopo giorno, attimo dopo attimo… E le sue gocce debordano dal presente e lo abbandonano per sempre, e l’uomo è già nel dopo, è già nel domani che lo accoglie solenne, generoso immutato nel suo morbido silenzio di complicità lasciandolo vivere la vita che sceglierà. …E la vita fiorisce negli angoli bui di vie senza uscita, in cieli limpidi, in musica infinita, in ogni dove, in ogni raggio di sole e la morte non lo scalfirà perché quando un uomo muore il tempo continuerà. Tempo trascinami oltre i bordi del tuo esistere, lasciati guardare, scorri davanti a me, fammi sentire che conto per te, io ti voglio rapire, ti voglio assorbire, allorché tu non possa mai sfuggirmi. Restami accanto, portami con te, io mi voglio trasformare, io ti voglio assomigliare, accoglimi nelle tue braccia, voglio estendermi fino a dove sai raggiungere tu. Voglio dentro la mia esistenza il mondo, l’universo, non voglio un tempo perso, voglio il tramonto del sole e l’alba del mattino di tutti i giorni che verranno, come li hai tu. Voglio il canto del fiume, la luce di un lume, il profumo di un fiore, dammi quest’opportunità, io la aspetterò e anche dopo la morte io la vorrò. Risplendi tempo che il tuo tempo non finirà, per te la vita sarà sempre e comunque eternità. |
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