| Storia d'un amore |
May 20, 2008 8:02 am 868 Views |  | C’era una volta una bambina, che credeva fermamente nell’amore tra un uomo e una donna, unico e sacro, ed è cresciuta convinta che quest’amore esistesse davvero, fonte primaria dove attingere forza ed energia per vivere. L’ha cercato questo amore, l’ha cercato disperatamente, desiderato ed invocato in ogni attimo del suo tempo. Lo vedeva arrivare da lei sicuro ed innamorato, vedeva il suo cuore appassionato coglierla, accenderla di ardente passione. Ci credeva. E non ha mai desistito, nemmeno quando le delusioni le dicevano che ciò che sognava erano solo illusioni. Ma quella bambina diventata ormai donna, era ostinata, così ostinata che non volle sentire né farsene una ragione, continuava a sperare. Con l’anima ferita e le lacrime agli occhi continuò ad andare avanti per la sua strada, sospinta da ciò che il suo cuore le suggeriva. Camminò e camminò per tanti lunghissimi anni, passi su passi, attraversò deserti e sfiorò vuoti e precipizi sempre più profondi, cominciò a sentire su di sé il peso della vita, come fosse un fardello. Sempre convinta però, che sarebbe arrivato il giorno in cui quel fardello lo avrebbe posato per sempre. E lo cercava quel giorno, lo cercava disperatamente, e persa com’era nella sua ricerca non si accorse quasi che era arrivata al punto dove è “tutto lo stesso’’ perché qualunque cosa accada senti che non hai più nulla da perdere. Ma proprio qui, nel momento che per lei era “tutto lo stesso’’ i messaggeri del destino sono intervenuti, e le hanno portato in dono una possibilità d’amore. Lo incontrò il suo sogno, in un freddo pomeriggio d’inverno, e lo riconobbe subito all’istante, riconobbe in lui la sua stessa anima, eh sì! Era proprio il suo sogno, dopo tanti anni che lo stava cercando era lì davanti a lei. Un po’ perplesso magari, questo sì, ma sospinto dal forse mal celato desiderio di lei che improvvisamente la travolse, capitolò, e decise di seguirla nei meandri più reconditi delle sue convinzioni. Non ci fu bisogno di parole, dopo tanti anni d’attesa, lei volle subito amarlo, e lo amò. Si unì a lui con tutto l’ardore e la passione accumulati nel tempo, la bramosia di possederlo finalmente, la indusse alle carezze più audaci ed ai baci più languidi, lo strinse a sé e lo coccolò immersa in un momento magico, unico e sacro, proprio come desiderava lei. Il piacere d’averlo trovato era talmente enorme ed infinito che finalmente depose il suo fardello, ora non sentiva più il peso della vita, ma si sentì catapultata in essa, ne faceva parte, ne viveva ogni attimo, ne godeva il profumo, il sapore, il calore, perché era invasa dall’amore per lui. E questo dipinse di rosa le sue giornate, e di voglie prepotenti ed oscure le sue notti. Si. L’amore unico ed indivisibile esisteva, ora ne era sicura, glielo diceva il suo cuore. Offuscata dall’evento e appagata nei sensi, non si soffermò a chiedersi se lui provava i suoi stessi sentimenti, anche perché le diceva ti amo, e lei ci credette ciecamente. Ma ahimè! Le parole si sa sono come il vento, una brezza mattutina che ti sfiora il viso e se ne va. E lei si accorse ben presto che oltre le parole c’erano in agguato altre delusioni. Eh sì! La consistenza d’amore che riceveva era fragile, molto fragile! Il suo compagno di spirito e di cuore amava volare in cerca di nuove emozioni e sensazioni, lasciandola smarrita e sgomenta a chiedersi perché. Furono giorni, mesi, notti terribili, persa nel suo tempo, cercava disperatamente di non credere che il suo uomo tanto cercato, sognato, e amato volasse lontano da lei. Ma riemerse ancora una volta la sua ostinazione. Lo amava, e non avrebbe mai rinunciato a lui. Sarebbe passata attraverso il fuoco dell’inferno per riaverlo, sempre convinta che sarebbe arrivato il momento magico in cui lui si sarebbe accorto del suo valore e della sua dedizione. Resistette, come una roccia resiste alle tempeste, si asciugò infinite volte gli occhi pieni di lacrime, tamponò le ferite che dolevano nel suo cuore, tenne a bada il profondo dolore che le lacerava il petto, ed infine chiuse gli occhi, fece finta di non vedere, di non sentire, per non soffrire più. Tornò al punto dove è “tutto lo stesso’’ ancora una volta per lei diventò tutto uguale, una sofferenza valeva l’altra, e cominciò a perdere precipitosamente la speranza d’averlo tutto per sé. Ed è a questo punto che arrivarono nuovamente i messaggeri del destino. Ma questa volta si recarono da lui portando una missiva chiara ed inequivocabile. La vita è breve diceva, può essere molto breve, perciò non si deve sprecarla andando in mille direzioni, scegliene una e percorrerla, nella consapevolezza di ciò che ti darà, e che dovrai dare, perché ricordati Dio dà, Dio toglie. Ne fece tesoro di questa missiva, rifletté, e l’unica direzione che vide chiara davanti a sé, fu lei. Eh si, fu proprio lei. Guardandosi attorno si accorse che le altre direzioni non avevano futuro, erano tutte effimere, vuoti a perdere, servite solo a distrarlo da chi veramente lo amava e di conseguenza farla soffrire. Se ne avvide e le proclamò il suo amore per sempre. Mai come in quel momento lei apprezzò la sua ostinazione e la sua resistenza nel stargli vicino, e mai come in quel momento lo sentì suo, completamente suo. Cominciarono i sogni ad occhi aperti. Vivere per sempre insieme… voleva dire condividere ogni attimo, svegliarsi al mattino abbracciati nello stesso letto, fare l’amore tutte le notti con travolgente passione, rincorrersi felici lungo spiagge assolate e lontane…e sussurrargli parole più dolci del miele, e stringerlo a sé per sentire il calore del suo amato corpo, e godersi una serata sotto le stelle al dolce canto dei grilli… Voleva dire tutto, e tutto giorno dopo giorno per sempre. Ma poi un bel giorno, lontano da occhi indiscreti, nell’intimità del loro amore, lui le sussurrò che sarebbe partito per non tornare più. Lasciò a lei la scelta di seguirlo oppure no, insinuandole così il dubbio che per lui sarebbe stato lo stesso. E una vocina cominciò a parlare al suo cuore, ti stai sbagliando, diceva, questo non è il tuo sogno, questo non è il tuo amore. Il tuo sogno vorrebbe solo il tuo amore, unico, sacro e indivisibile con niente e con nessuno, lui se ne và, segue un’altra direzione che non è la tua, sta con te solo per tua scelta. Lei cedette a quella vocina, e non lo seguì, non poteva, qualcosa d’imprecisato e indefinito la trattenne…e con il cuore colmo di tristezza, lo vide allontanarsi… rimase a guardarlo avvolta nella sua solitudine, ammutolita e sgomenta. Se ne stava andando dalla sua esistenza e ancora una volta si chiese perché. Aveva lottato tanto per averlo, ma ora si fermò, e rimase ad osservare i suoi passi che camminavano sempre più distanti da lei, consapevole che ancora una volta aveva perso… e la sua vita non fu più vita. Nulla più la divertiva, nulla più la faceva sorridere, nulla più la distraeva dal pensiero del suo amore lontano. Sentiva che con lui se n’era andata anche una parte di se stessa, si sentiva mutilata, le mancava terribilmente lui. E nella notte silenziosa ascoltava la sua solitudine rimanendo immobile senza parlare né pensare, senza piangere né sperare. Dov’era, dov’era il suo amore, il suo viso, i bei momenti passati insieme… con lui se n’era andata anche la luce del mondo. Si guardava allo specchio, e vedeva il tempo che su di lei passava, tiranno e inesorabile, allontanando sempre più il suo sogno d’amore. Ed il buio scese su di lei, i fiori appassirono, i colori sbiadirono, le luci si spensero, le cicale smisero il loro canto, le farfalle si posarono immobili su prati inariditi e desolati… nulla più aveva vita intorno a lei, un velo si era steso quasi a coprire il suo dolore, ma lei non vuole non può convincersi che lui l’abbia lasciata per sempre.
Quando lui l’ha cercata nuovamente, confessandole che i momenti passati con lei erano stati i più bei momenti della sua vita, lei gentilmente lo mandò a fanculo. Preferì piangere in silenzio un grande amore, lasciando l’uomo al suo destino. |
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