Eh si caro G., la mia vita si è fermata. All’improvviso si è trovata davanti al muro del tuo viso e del tuo corpo. Me ne sono accorta una notte mentre facevo l’amore…tu, ti affacciavi di continuo alla mia mente, ed il tuo viso mi faceva precipitare prigioniera di oscure voglie. E me ne sono accorta il giorno dopo, quando mi sono ritrovata a vagare nelle ore e nei minuti incatenata alla tua immagine e alla disperata ricerca di una via d’uscita. Non l’ho trovata…e mi sono incazzata G.! ( te ne sei accorto?). Non sono riuscita a scacciarti e tu da solo non te ne sei andato…ed il mio tempo si è fermato su di te. Mi è capitato altre volte di desiderare una persona, ma ti giuro G. che è la prima volta che il mio corpo si riempie di desiderio alla semplice vista di un minuscolo lembo di pelle. La luce dei tuoi occhi mi ha trafitta là dove la ragione della mente è inutile G… e pensare che non so nulla di te, non saprei nemmeno dire se sei simpatico o antipatico, potresti essere pure stronzo ( scusa la parola ) ma stranamente non me ne importa nulla, come non m’importa nulla di piacerti oppure no. Mi sono fermata a pensare a cosa può essere accaduto G. mi sono chiesta se per caso fosse la famosa questione di pelle… chissà… la risposta non l’ho trovata, so una cosa però, che a digiuno non sono e a dirti proprio tutta la verità non sei nemmeno un granchè. Lo sai G. che alle volte mi viene l’istinto di strozzarti? Hai spezzato la mia serenità, ti sei intrufolato nei miei sensi, e, momentaneamente spero, anche nella mia mente. Cosa vuoi di più? Allontanati G. stammi alla larga, o non potrei più trattenere ciò che tu hai scatenato. Orecchie grandi che ascoltano ogni sibilo di vento avverso, occhi ancora più grandi che guardano e scrutano e colgono ogni movimento ci sono in un luogo di lavoro G., sai che divertimento sarebbe per loro se scoprissero ciò che sto provando per te?Mi sembri un gentiluomo e conto sulla tua discrezione e sul tuo silenzio, altrimenti doppia condanna ci sarebbe per me caro G. Ti chiederai perché ti confesso tutto questo, forse per esorcizzare il mio desiderio, o forse perché ho deciso di regalarti i miei pensieri, te li dono G., fanne ciò che vuoi. Li puoi gettare infastidito, o ne puoi fare la realtà di un fugace batter d’ali, o ancora li puoi trasformare in un sogno, di quelli che non vorresti uscirne mai. Immaginavi tutto ciò G.? Termino qui, spero di non trovare il coraggio di consegnarti questa lettera, ma se lo troverò sappi che avrai fatto un altro danno, quello di togliermi il pudore.