Stamattina sono andata al supermercato, e siccome era presto e non avevo fretta, mi sono seduta al tavolino di un bar a gustarmi un caffè. Il mio sguardo vagava distratto tra il via vai di gente, quando all’improvviso si fermò su una donna dall’apparente età di quarant’anni. Portava una minigonna nera su gambe non più da ragazzina e non più sode e snelle, portava un maglioncino rosa acceso con abbondante scollatura da cui facevano capolino due grandi tette che sobbalzavano ad ogni passo e compresse in un evidente reggiseno troppo stretto. Portava scarpe con il tacco alto, e il viso truccato da gran sera. Camminava sicura e senza vergogna, e dal suo atteggiamento e abbigliamento usciva un suono di parole non dette che aleggiavano nell’aria e investivano i presenti –Tutti gli uomini sono miei – La guardai perplessa, e mio malgrado la mia mente volle indovinare i suoi pensieri. Cosa mi può spingere a vestirmi in quel modo alle nove del mattino?
Mi alzo di buon’ora, stanotte sono andata in bianco, mi sono rigirata tra le coperte tutta la santa notte ed ora sono qui inappagata e stanca con la voglia ancora appiccicata addosso. Quasi quasi vado al supermercato,voglio proprio vedere se non riesco a beccare un uomo! Cosa mi metto? La minigonna nera! Ho ancora due belle gambe, liscie come la seta più pregiata, già da sole fanno sognare notti all’insegna del peccato, non saranno più da ragazzina, ma fanno pur sempre il loro effetto! …E se a qualcuno potrò passare ancora inosservata, indosso pure questo bel maglioncino rosa, che con la sua generosa scollatura mi mette in mostra le tette. Tutta roba vera, agli uomini piacciono le tette vere! Invitano all’eccitazione solo dandoci un’occhiata di traverso… questo reggiseno poi, le faranno sembrare ancora sode, vedrai come le notano! E poi per evitare che dicano dietro liceo e davanti museo, mi trucco ben bene la faccia, dopotutto si chiama trucco apposta per far apparire quello che non è. Ecco sono pronta, un bel paio di scarpe col tacco alto che slancia… un’ultima guardata allo specchio… eh si, sono proprio strafiga… Così abbigliata faccio la mia porca figura , e tutte le altre spariranno agli occhi degli uomini al mio passaggio! Le donne! Donne senza ardori, guardate me, disinibita, pronta all’uso. I vostri compagni vi hanno già tradito guardandomi, e voi che siete mosce e non avete il coraggio di esporvi, voi che nascondete la vostra sessualità, voi mi temete, voi avete paura del confronto! Bay bay specchio!... Arrivo al supermercato, entro con gran classe, e chi ti vedo... una seduta in un bar che mi guarda come se non avesse ma visto una femmina in vita sua. Lo sapevo, le donne stanno sempre lì a criticare… fatti in là cocca! Gli uomini sono tutti miei!-
L’altoparlante comunica l’offerta del giorno e spezza i miei pensieri, e un dubbio fa capolino nella mia mente, lo sa questa signora e quelle come lei, che si può attrarre un uomo con un semplice sguardo?
Cari uomini, oggi voglio scrivere a voi. Voi, così desiderati da noi donne, voi così utili nella consuetudine dei giorni,voi così indispensabili per fare all’amore. Cosa faremo mai noi, povere donne, senza il vostro aiuto e il vostro sostegno? Per voi noi donne facciamo di tutto! Volete sapere cosa? Per voi vogliamo essere in perfetta forma e perciò patiamo la fame. Stiamo sempre lì a contare le calorie, ci priviamo di un dolce, di un bel piatto di pastasciutta, e di tutto ciò che è appetibile e gustoso e ci rimpinziamo di frutta e verdura per far tacere i morsi della fame che ci attanaglia e per farci assomigliare al vostro ideale di donna. Per voi vogliamo essere toniche, e passiamo ore e ore in palestra a sudare, perché si sa il muscolo per essere sodo và tenuto vivo con l’esercizio fisico. Per voi, altrettante ore le passiamo in un istituto di bellezza, per farci togliere quel principio di cellulite che sta avanzando inesorabilmente, o per toglierci quel cuscinetto di grasso che neanche la dieta più feroce è riuscita a sconfiggere. Per voi ci depiliamo, per avere gambe lisce come seta al vostro tatto, e sapeste che male fa la ceretta… quando ci strappa via i peli ci vengono le lacrime agli occhi, e ci mordiamo le labbra a sangue per trattenere un urlo che altrimenti spaventerebbe i vicini. Per voi tutte le mattine ci trucchiamo : crema antirughe, fondotinta, fard, ombretto, matita, mascara, rossetto, che ormai ci sentiamo artiste e ci sembra di dipingere una tela, invece che il nostro viso. Per voi ci pettiniamo con cura, puntualmente imprecando perché quel ciuffo ribelle sta dove vuole lui, e non c’è verso, nemmeno con il fon bollente, di farlo stare come lo vorremo noi. Per voi ogni mattina ci vestiamo con il dilemma di cosa potrà mai star bene con quel golf, gonna o pantaloni… come sarò più figa, ci domandiamo, con questo o con quello… Per voi tutte le sante sere ci strucchiamo, anche se non ne abbiamo voglia perché siamo stanche morte, ma la pelle và idratata, guai dimenticarsene., e allora via a idratare la pelle che nel frattempo sotto il fondotinta è diventata asfittica. Per voi andiamo a caccia del bagnoschiuma più pregiato, che ci assicura nel giro di dieci minuti, tonicità, morbidezza e giovinezza eterna. Per voi andiamo dal parrucchiere con la foto di una modella tra le mani sperando che sia capace di farci uguali, invece il più delle volte segue il suo estro che puntualmente è il contrario del nostro. Per voi comperiamo biancheria intima seducente, che più è seducente e più è scomoda. Perizoma per carità… ne abbiamo di tutti i tipi, da mattino, da pomeriggio e da sera, in tutti i colori possibili e immaginabili, non vogliamo mica presentarci in mutande vero? Ma il perizoma infilato nel sedere è fastidioso, dopo un po’ che lo abbiamo indosso ci sentiamo la parte anestetizzata, che solo togliendolo comincia a rivivere. Non parliamo poi del reggiseno, quello imbottito per far più bella figura ci fa sudare col rischio di vedere le nostre tette diminuire, e poi stringe, sembra di avere un laccio che ti attanaglia il cuore, quando ce lo togliamo però ci sembra di essere in paradiso. E per voi calze autoreggenti naturalmente! …Che ci strozzano le cosce e quando ce le sfiliamo abbiamo tanto di segni rossi che prudono. Non parliamo poi delle scarpe! Voi le volete col tacco a spillo vero? E noi ce le mettiamo, un bel dieci centimetri di tacco a spillo e via a camminare imperterrite con i piedi gonfi e dolenti per farci ammirare da voi. Diventerebbe troppo lungo dirvi ciò che facciamo quando abbiamo un appuntamento galante con il nostro uomo…comunque centuplicate ciò che vi ho detto e ne avrete un’idea. E siamo tutte così, indistintamente belle e brutte. E che qualcuno non venga a dire che tutto questo lo facciamo per noi, perché io vi rispondo che col cavolo lo faremo se fossimo su un’isola deserta senza uomini. E voi uomini come ci ripagate di tanta fatica? Ma naturalmente con una doccia frettolosa, con la vostra bella pancetta piena di bei piatti di pastasciutta lasciata da noi, con una bella testa pelata, con un vestito preso al volo, con la macchina semisporca, con le vostre comode mutande, con i calzini quasi mai in tinta con le scarpe, con la barba rasata ieri e ciliegina sulla torta con un alito pesante, che scusate se ve lo dico, quando ci baciate rischiamo l’infarto. Ma noi vi amiamo, e sopportiamo, per voi, noi donne sopportiamo tutto, anche quando vi sentiamo fare i complimenti alle altre donne e per strada vi girate a guardarle.
Cari uomini della chat, oggi sono arrabbiata con voi, mi avete deluso, ma proprio tanto, tanto. Possibile, dico io, che non avete altro in testa che il vostro amato cazzo? Non c’è dialogo con voi, siete vuoti, non vi ponete domande sulla vita, sull’esistenza, non avete interessi, non sapete formulare un discorso, una discussione, uno scambio di idee. A voi interessa solo il vostro cazzo, sembra quasi che oltre all’esterno, ce l’abbiate anche all’interno e attraversando il corpo si vada a conficcare nel vostro cervello ottenebrandolo. Ricordatevi, attaccato ad un cazzo ci vuole un uomo, possibilmente con una testa che funziona. Siete noiosi, paranoici, i vostri discorsi vanno sempre a finire sul vostro sesso e mi sorge il dubbio che a voi non interessa nemmeno tanto la fica in se, dato che vi sento sempre dire: “Ti piace il cazzo” “Ti do il mio cazzo” “Cosa faresti al mio cazzo” la fica arriva sempre in un secondo tempo, perché naturalmente è lì per prendersi il cazzo… Ma chi lo vuole il vostro cazzo!!! Ma tenetevelo e sbaragliate la fantasia che allora ve lo potete menare da soli senza bisogno che ci sia una donna ad ascoltare le vostre stronzate! E siete tutti uguali, la tirate in lungo descrivendo i minimi particolari per darvi il tempo di eccitarvi delle vostre stesse parole, dimenticando completamente che al di là c’è una donna ormai sfinita che tenta invano di avere una conversazione interessante con voi. Ma io dico, possibile che non ce ne sia uno, che sia uno che non abbia solo un cazzo da offrire?
Che bella la vita! Mi perdo nella magica grandezza dell’universo costellato di stelle, sincronia perfetta d’un mondo reale, dove tutto predispone ad un pensiero divino. Scivola il mio sguardo, e si posa inevitabilmente sull’essere umano. Piccino, piccino, arrogante, superbo… si perde nel confronto, eppure così fortunato di esistere. La vita è proprio meravigliosa! Ma l’uomo piccino, piccino, non la sa godere. Ce lo hanno insegnato. Tutto ciò che è piacere nel corpo e nella mante è peccato, e ancora avvolti nella primordiale ottusità, ci abbiamo creduto. La natura ha fatto l’impossibile per donarci piacere, basterebbe sentire il corpo accarezzato dal sole, l’acqua fresca tra le dita, la terra di primavera in fiore, il frinire delle cicale, il cinguettio degli uccelli, per indurci a spalancare il cuore alla felicità. Ma noi no. Questo lo diamo per scontato, e inventiamo norme e regole in nome di principi stabiliti, che si devono seguire il più delle volte per interesse di altri. E così ci adeguiamo a modelli non conformi al nostro essere e siamo tristi, ci sentiamo oppressi, vorremo ma non osiamo, potremo ma… se… e incalzano i sensi di colpa, e incombono i rimorsi ed i rimpianti. Ci priviamo della gioia che ci viene offerta, e questo si che è peccato! Ci dicono che la vita deve essere vissuta nella rinuncia e nella sopportazione, e questo porta dolore e sofferenza. C’è chi crede che divieti e dinieghi portino l’uomo in paradiso, e questo non è vero. Il paradiso è qui ora, adesso e ci è stato offerto per viverci. Che bello sarebbe svegliarsi al mattino privi da ogni condizionamento! Tutti in pace con sé stessi e con il mondo intero, liberi di assaporare la bellezza, l’amore, nel gusto e voluttà del semplice esistere. Sublime dolcezza diverrebbe il vivere, in sintonia perfetta con il creato.
Quanta gente per la città! Gente indaffarata, che se ne và per le vie avvolte nella propria quotidianità. Sorridente, chiassosa, problematica o indifferente… Tutti con qualcosa da fare, con qualcosa da sbrigare, con qualcosa da decidere… tutti immersi nel proprio mondo che gli gira intorno, uno diverso dall’altro… tutti così apparentemente lontani dal pensiero latente fisso nella mente, Il sesso! Il sesso! Mondo parallelo, mondo nascosto che avanza e cammina insieme a noi, e il suo desiderio ci accompagna nel suo incanto, nel suo bisogno, nel suo totale richiamo. Come un serpente guizza nella mente, e ci lega l’un l’altro in una morsa possente che ci eguaglia nel suo mondo e ci rende indifesi. Tenebre lo coprono, per lasciare il posto al vivere, ma lui è lì onnipresente a svegliare il pensiero ad ogni singolo sguardo, ad ogni singolo appiglio, lasciando che il corpo languido vi si abbandoni. Sesso! Ragione primaria di vita! Sesso immacolato, sesso sfrenato, sesso lussurioso, sesso perverso, sesso venduto, sesso rubato, sesso esibito… nascosto dietro l’apparenza di una disinvolta convivenza.
Guardo le mie mani, ed un pensiero attraversa la mente come un lampo che squarcia il silenzio d’un giorno di quiete. Le mani…! Abbinate alla parola e all’istinto indispensabili necessità per l’evoluzione dell’uomo. Tanto si è detto su questo argomento, ci siamo scervellati per capire come ha fatto l’uomo ad evolversi, e per questo abbiamo scomodato archeologi e scienziati, abbiamo ricostruito il suo tempo con demenziali film, abbiamo curiosato tra le scimmie per verificare similitudini che ci potessero chiarire la nostra primaria partenza, ed infine ci troviamo stupiti di fronte alla bravura e all’ingegno che i nostri antenati hanno saputo maturare. E c’è ancora che non ci crede, e addita gli alieni come portatori di consigli ed insegnamenti. Io invece sono convinta, che l’uomo sia nato uomo e che sia stato il suo innato istinto abbinato all’azione e alla comunicazione ad aprire le porte per diventare ciò che è diventato. Siamo gli unici esseri sulla terra che possiedono mani per fare e parola per comunicare, e così facendo giorno dopo giorno, anno dopo anno, il nostro cervello ha imparato pian piano a ragionare con cognizione di causa. L’istinto poi si sa, già di per sé ci spinge a collaborare con la vita, lo sanno bene gli animali che non avendo mani e parola da usare insieme,se ne servono, e gli è indispensabile, per tutta la loro esistenza. Purtroppo però, con il solo istinto non hanno potuto andare oltre e si sono fermati lì. Gli esseri umani invece, con le mani e la parola, hanno saputo trarre profitto dall’insegnamento dell’istinto, e lavorando e parlando hanno formato il mondo.
Da dove nasce il pensiero? Secondo me l’energia del cosmo è pensante,e siccome l’uomo si forma con l’energia del cosmo, il suo pensiero è il pensiero del cosmo. Se osserviamo, i pensieri degli uomini sono uguali, quello che penso io, prima di me o dopo di me, lo pensano anche gli altri. Il pensiero poi viene tradotto in parole e in azioni, in base e nell’ambito delle circostanze e dai fatti in cui ognuno di noi si trova a vivere, e quando si muore, questa energia ritorna a far parte del cosmo. Ne ho avuta certezza, quando un giorno con mio grande stupore vidi, sospesa nell’aria in una stanza della mia casa, una strana creatura fatta solamente di pura energia, in quanto aveva una forma arrotondata , senza alcuna sembianza corporea. Quando la vidi, rimanendo letteralmente di ghiaccio, lei si spaventò più di me, girò due volte su se stessa e attraverso una parete se ne andò. Ne potei seguire esattamente lo scatto che fece girando su se stessa, ed il percorso andando verso la porta. Ora per tanto che ci rifletta, è chiaro che era un’energia pensante, altrimenti se ne sarebbe stata ferma svanendo lì sul posto. Invece si è comportata proprio come se fosse stata scoperta e si fosse spaventata. Perciò sono arrivata alla conclusione che il pensiero appartiene all’energia, che noi esseri umani sappiamo tradurre in parole.